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April 03 Taglio ai costi dei parlamentari
La legge uguale per tutti inizia anche da qui. Un saluto a tutti. Claudio March 14 TV, no grazie!«Rai e Mediaset uguali: silicone e mediocrità» «I cinque anni di governo Berlusconi hanno ucciso ogni differenza tra Rai e Mediaset». E ancora: «Il voyeurismo ha preso il posto del quoziente di intelligenza, l'inno italiano è diventata la bandana di Berlusconi» e «Michelangelo e Pavese hanno di che rivoltarsi nella tomba». Strali su strali verso la televisione italiana (pubblica e non) da Jacques Seguela, uno dei nomi più noti della pubblicità internazionale, famoso per aver condotto con successo la campagna per il candidato alla presidenza francese François Mitterand all'insegna dello slogan "La forza tranquilla". Jacques Seguela, vicepresidente del gruppo pubblicitario francese Havas, personaggio imprevedibile ed estroso, è intervenuto al convegno romano della Margherita “Tele Visioni” su pubblicità e qualità in tv, animando il dibattito con le sue taglienti provocazioni sulla tv del Belpaese. (Stralcio dall’Unità on line del 14.3.07)
E’ la conferma che faccio bene a non guardare la tv. Con grande fatica mi sforzo di vedere qualche TG, che però trovo sempre più vuoti, omologati ed omologanti. Un saluto a tutti. Claudio March 11 E se fosse per questo che gli ultracinquantenni sono considerati un peso per la società?Una legge economica dice che la propensione marginale al consumo decrescere con il crescere del reddito, ma decresce anche con il crescere dell’età, in quanto diminuiscono i bisogni, almeno quelli di un certo tipo. Per l’esattezza quelli distruttivi o relativi a beni “consumistici”. Su questo argomento, mi piacerebbe conoscere qualche opinione su quanto scrive nel suo ultimo libro Zygmunt Barman, dal titolo: “HOMO CONSUMENS - Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi “ Ed. Centro studi Erickson - euro 10 del quale vi riporto la recensione di Umberto Galimberti (Repubblica 10/3/2007).
Si tratta di una distruzione che non è la “fine” naturale di ogni prodotto, ma “il suo fine”. E questo non solo perché altrimenti si interromperebbe la catena produttiva, ma perché il progresso tecnico, sopravanzando le sue produzioni, rende obsoleti i prodotti, la cui fine non segna la conclusione di un’esistenza, ma fin dall’inizione costituisce lo scopo. In questo processo,la produzione economca usa i consumatori come suoi alleati per garantire la mortalità dei suoi prodotti, che è poi la garanzia della sua immortalità.
Un saluto a tutti.
Claudio February 27 Ma voi donne, siete davvero così?Confesso che sono un lettore abituale delle lettere scritte ai giornali. Mi interessano ed incuriosiscono tutte: quelle al direttore, all’intellettuale di turno, la posta del cuore, all’esperto che risponde etc. etc. Forse la mia inconfessata speranza è di cercare di imparare, di capire un po’ meglio gli altri, soprattutto, quell’insondabile, inconoscibile, incomprensibile, misterioso, sorprendente e perciò irresistibile universo femminile. Voglio farvi partecipi di una divertente e, per me, disarmante, lettera che ho letto sul un numero del Venerdì di Repubblica. Alla fine della lettura mi sono chiesto ”ma davvero le donne sono così?” A qualche sincera volenterosa la risposta. “Quel magnifico bugiardo non lasciarsi sfuggire. Ecco la risposta:
Devo concludere che ho sempre sbagliato tutto? Un saluto a tutti. Claudio January 10 Chi sono?
Mi è stato passato il testimone perché dica cinque cose di me. Molto difficile ed imbarazzante, perché in genere mi piace più osservare gli altri che guardarmi l’ombelico. Tra l’altro io sono la persona con la quale sto più a lungo, per cui trovo più interessante cambiare ogni tanto. Comunque, eccomi, ma dovete lavorare un po’ di fantasia perché userò il gioco di “ se fossi…..:
1) Se fossi un libro mi piacerebbe essere “Guerra e pace” di Tolstoj. Forse un po’ demodé, per i gusti attuali, ma per me sempre valido, anzi unico, il libro che vorrei con me su di un'isola deserta, complesso e completo, con tutti gli aspetti e le problematiche della vita, pieno di amore, avventura, saggio di una saggezza antica e popolare anche nella sua accettazione della imprevedibilità delle vicende umane, con un ritmo più vicino a quello naturale di quello ci viene oggi imposto continuamente. 2) Se fossi un brano musicale, mi piacerebbe essere un concerto per piano di Mozart, in particolare l’andante del concerto n. 21 in Do magg. K 467, sognante, che distende ma riempie mente e cuore e fa volare la fantasia (ascoltare per credere). 3) Se fossi un oggetto, mi piacerebbe essere una barca a vela, non tanto grande, di legno e armata a ketch (due alberi). Al largo, lontano dalla terra, con un’andatura al traverso (vento di lato a 90°), senza una meta precisa, immersa negli elementi e con solo i rumori del vento e del mare. 4) Se fossi un alimento, mi piacerebbe essere frutta fresca di ogni tipo, matura, colorata, semplice, naturale, diretta, sana e “primitiva” . 5) Se fossi una persona, mi piacerebbe continuare ad essere quella che sono, con i miei difetti e quelli che io considero i miei lati positivi, con i segni che mi ha lasciato la vita e l’illusione che questa duri per sempre. Con l’entusiasmo e la fiducia che mi ha portato a fare quattro figli, tre nel giro di sei anni, grazie alla donna che ho incontrato purtroppo troppo tardi. Conscio però che la vita è tutto un fare finta che, cominciando appunto dalla illusione nostra eternità, e che siamo in balia del caso. Pronto perciò ad apprezzare tutte le cose positive, anche piccole, che capitano e a ridimensionare le avversità nella prospettiva che meritano, nella consapevolezza che “anche questa passerà”.
Penso di avervi detto molto più di cinque cose su di me, anche se non so chi potrà esserne interessato.
Un saluto a tutti.
Claudio January 04 Cosa ci fanno mangiare?
A scuola dalle apiMaria Novella OppoAnche le api scioperano contro le piante geneticamente modificate. La clamorosa notizia è stata data dai tg e spiegata dal notiziario scientifico "Leonardo", che va in onda su Raitre alle 14,50 per pochi minuti. E non si capisce perché la cultura scientifica abbia così poco spazio nei palinsesti Rai. Tornando alle api, quelle canadesi (e speriamo anche le nostre) distinguono gli ogm e li evitano, perché ne vengono intossicate. Non così l´uomo, che continua a fare tutto quanto gli nuoce a livello planetario. "Leonardo" ci ha anche mostrato come in Europa gli ogm vengano identificati con complesse procedure (mentre basterebbe chiedere alle api), per essere segnalati ai consumatori. Intanto negli Usa stanno per essere messe in vendita carni di animali clonati prive di alcuna certificazione. Dunque era falso che gli ogm fossero necessari per sanare la fame nel mondo. Infatti i prodotti così alterati non vengono distribuiti agli affamati, ma venduti allo stesso prezzo degli altri, per rispondere alla fame insaziabile delle multinazionali.dall’Unità del 4.1.2007
Buona giornata a tutti
Claudio
December 24 AuguriA tutti coloro che festeggiano il Natale
Ed a tutti gli amici e frequentatori di questo spazio
AUGURI A TUTTI
CLAUDIO
October 04 La musica non cambia - 2Scorrendo i giornali su internet ho trovato, sull'Avvenire, questo editoriale che si poneva le stesse domande del mio intervento di ieri.Ve lo propongo come ulteriore spunto di riflessione e, perché no, di discussione."L'ITALIA DEI REDDITI DICHIARATIMANOVRA PER UN PAESE SFALSATOGiorgio FerrariQualcuno con felice sintesi ha detto che questa Finanziaria rappresenta «una manovra vera per un Paese falso». O sfalsato. Niente di più azzeccato. Perché pretendere di far credere che l'Italia si regga sui redditi dichiarati dalle tabelle diffuse dal governo è sterile esercizio di arroganza e di impotenza insieme o, alla meglio, un imperdonabile peccato di leggerezza.
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RITARDARE LO SCRUTINIO - Calderoli poi aggiunge: «È curioso però che un governo che ha posto come punto programmatico, sui cui ha richiesto la fiducia al Parlamento, proprio la riforma costituzionale, non abbia ritenuto di procedere in tal senso già questa mattina, visto che c'è stata una seduta del Consiglio dei Ministri e già si sapeva della sovrapposizione dei due eventi. Mi auguro che si tratti di una semplice dimenticanza perchè, diversamente, dovrei pensare che si attribuisca all'evento scarsa importanza ovvero che si cerchi di sfruttare la disattenzione per obiettivi precisi».
Il comitato per il sì al referendum va oltre e indica anche un orario preciso per l'inizio dello spoglio: le ore 20, per essere sicuri che la partita Italia-Australia (inizio ore 17) sia finita anche in caso di tempi supllementari e calci di rigore.
MA IL FRONTE DEL NO NON E' D'ACCORDO - «Non siamo affatto preoccupati per la coincidenza della partita dell'Italia con lo scrutinio per il referendum costituzionale». È quanto dichiara Maurizio Chiocchetti, esponente dei Democratici di Sinistra e del Comitato promotore del No al referendum. «Innanzitutto perchè ci auguriamo di avere l'occasione di festeggiare due volte, per la vittoria del NO al referendum e per il passaggio del turno della nazionale». «Poi, perchè la partita non distrarrà uno spoglio peraltro molto semplice; si tratta infatti di contare i SI e i NO». «Infine - continua Chiocchetti - perchè il personale delle sezioni elettorali è preparato e diligente. E poi come sempre saranno presenti ai seggi i rappresentanti dei comitati». «Invitiamo pertanto il senatore Roberto Calderoli a non fare allusioni circa la regolarità delle operazioni di scrutinio. Sembra il suo l'atteggiamento di chi sente avvicinarsi la sconfitta - conclude l'esponente dei Ds - peraltro la terza consecutiva della destra in pochi mesi. Anche in questa occasione, così come alle scorse politiche, ci sarà un risultato che dovrà essere rispettato da tutti».”
Chissà perché ma già immagino come andrà a finire.
Di fronte alla sconfitta (speriamo) cominceranno a gridare ai brogli, come già hanno fatto per le politiche. I comunisti, che, in quanto anti-italiani, non hanno seguito la partita, hanno approfittato della momentanea distrazione di tutti gli onesti cittadini, impegnati a tifare per la nazionale e a gridare “forza italia” per truccare ancora una volta i risultati della volontàpopolare, che i sondaggi della solita società americana davano nettamente a favore del fronte del sì.
Ma cresceranno mai? Ci lasceranno mai in pace? O confidano sulla nostra stanchezza?
Comunque andiamo a votare tutti un bel
NO
Buona fine settimana a tutti e buon voto.
Claudio

Dal blog di oggi di Beppe Grillo:
"Dritto e sicuro batte il siluro...
Mentre a Torino sono sfilati gli omosessuali è arrivata da AN la risposta che ci si attendeva. Forte, chiara e fascista. Maschile, italiana e romana. Da nostalgici delle faccette nere. La voce virile del portavoce di Fini, Salvatore Sottile, che rimbomba nelle intercettazioni richiama quella del Duce. Di lui che si intratteneva velocemente nel pomeriggio con ragazze del popolo. Di lui che lo faceva direttamente sulla scrivania della sala del Mappamondo di Palazzo Venezia. Di lui che salutava romanamente dopo il rapporto. Che rimpianti.
Il portavoce di Fini valutava il talento artistico di future vallette e presentatrici della Rai alla Farnesina, al palazzo del ministero degli Esteri. Mentre Fini prendeva il tè con la Rice, lui procedeva ad esami ginecologici. Fini ignaro, non si è mai portato a casa nulla. E questo è l’unico vero motivo di possibili futuri attriti tra i due.
Sottile è un benefattore. Anche grazie a lui gli italiani hanno ammirato culi e tette tutte le sere. Se ad influenzare le decisioni della Rai fosse stato un altro partito, meno attento alla f..a, cosa sarebbe successo? Se i gusti sessuali di An fossero stati più alternativi, gli italiani si sarebbero sciroppati piselli e viados.
Grazie An. Un ringraziamento che voglio estendere, anche se so che mai sottoporrebbero alle loro voglie delle ingenue ragazze, a La Russa, a Landolfi, a Gasparri e a Storace. I campioni del c..o pride. Quello che ci rende italiani veri. Li vogliamo vedere sfilare. L’uomo, si sa, è cacciatore e, se è fascista, un po’ prevaricatore. Un suggerimento a Fini per portare avanti questa battaglia degli attributi: nomini prossimo portavoce Flavio Briatore, il fidanzato d’Italia."
(http://www.beppegrillo.it/2006/06/dritto_e_sicuro.html#trackbacks)
Invece di tanti inutili e noiosi programmi tv, potrebbero trasmettere le intercettazioni delle telefonate degli abitanti del “bel mondo” ( perché bello poi?). Avrebbero un salutare effetto di ridimensionamento e sputtanamento (sorry) degli individui e del tipo di vita degli interessati.
Un saluto a tutti.
Claudio

“Vespa, il Co.Co.Co.
C'è nel paese un dibattito continuo, estenuante, attorno al dilagante fenomeno del lavoro precario e molto flessibile. Studiosi e sindacalisti citano i casi dei cosiddetti "call center" dove torna il lavoro a cottimo. E' una forma moderna per ridurre l'individuo simile all'operaio chapliniano di "Tempi moderni". Rischia però di scomparire dalla scena, in tutto questo gran parlare, un caso umano eclatante. È quello di Bruno Vespa, agile e obiettivo conduttore della famosa trasmissione "Porta a porta".
È successo che il conduttore sia stato minacciato dagli estremisti amministratori della Rai, capitanati dal sovversivo Claudio Petruccioli. Gli vorrebbero rubare un'intera puntata settimanale. Un fatto inaudito, incomprensibile. Semmai bisognava fare il contrario: dargli sette serate su sette. Sembra che abbia condotto soltanto 150 serate in un anno. E perchè non 365, perché non vederlo anche la notte di Natale e di Capodanno? Perché non farlo apparire a reti unificate e in replica non solo sul satellite ma anche, magari, sulle reti Mediaset, su Televideo e sui personal computer di ciascuno di noi, tutti i santi giorni? Questo sì che sarebbe un omaggio all'informazione obiettiva, pulita, serena.
La verità è che il centrosinistra lo vuole ridurre alla condizione di un Co.Co.Co. qualsiasi senza diritti e senza tutele. Eppure trattasi di un Uomo che presta la sua opera per pochi soldi, inferiori a quelli - come lui stesso ha ricordato con fine riguardo - all'anziano Enzo Biagi. Adesso comprendiamo perché l'anziano e stimato giornalista sia improvvisamente scomparso dai teleschermi: costava troppo. E' la solita solfa: i padroni di turno preferiscono la mano d'opera a buon mercato e precaria. Come Bruno Vespa. Un Co.Co.Co. qualsiasi, con contratto rinnovabile.
brunougolini@mclink.it “
dall’Unitàonline di oggi.
Per informazione sappiate che il superconduttore gode di un contratto, rinnovato nel 2005 per altri 5 anni, che, come ha affermato il consigliere di amministrazione RAI Rizzo Nervo, "prevede un minimo di 100 puntate l'anno, quindi tre a settimana, fino al 2010 per un importo annuo di 1.187.000 euro. Più dei compensi dei direttori di Tg1, Tg2, Tg3, Tgr e Giornale Radio messi insieme".
Ogni commento è superfluo. Mi vanto di non essere tra i suoi telespettatori.
Un saluto a tutti e spegnete la TV, ci sono tanti bei libri interessanti da leggere.
Claudio
Dal Corriere della Sera del 13 giugno 2006.
«La proibizione aumenta il desiderio di trasgressione. E aiuta la mafia»
L'ex ministro Veronesi: sì all'eroina di Stato
L'oncologo milanese favorevole alla legalizzazione delle droghe: «In Svizzera ha fatto calare il numero di tossicodipendenti»
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MILANO - «La legalizzazione delle droghe ha effetti positivi. Intendiamoci: io sono contro tutti gli stupefacenti, ma penso che non sia con il proibizionismo che si risolva il problema». Ad affermarlo, in un'intervista al settimanale Grazia, è l'ex ministro della sanità, l'oncologo Umberto Veronesi. «Siamo tutti contrari alle droghe, leggere o pesanti - precisa Veronesi-, nessuno dice che fanno bene. Ma abbiamo soltanto due scelte davanti a noi: proibire o educare. È possibile proibire? E, soprattutto, possiamo essere certi che la proibizione sia rispettata? Io credo di no».
«PROIBIRE NON SERVE» - Secondo l'oncologo milanese «la proibizione non è un deterrente, al contrario fa aumentare nei giovani il desiderio della trasgressione. Non solo: la proibizione rende costosissime le droghe e spinge chi ne fa uso a compiere atti criminali per procurarsele. E c'è un ultimo argomento a favore della droga di Stato: il proibizionismo è all'origine del mercato nero che alimenta la malavita internazionale e in Italia è la principale fonte di sostentamento per la mafia. Sono convinto che se vogliamo combattere davvero la criminalità organizzata bisognerà considerare seriamente l'abolizione del proibizionismo».
LA RICERCA - A sostegno della sua posizione Veronesi cita una ricerca effettuata in Svizzera: «Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti: è il risultato, pubblicato sull'ultimo numero del settimanale scientifico Lancet, di uno studio condotto dall'universitá di Zurigo. L'esperimento è iniziato nel 1991, quando la Svizzera ha cominciato un programma di somministrazione controllata di eroina. Se dieci anni fa i neoconsumatori erano 850, oggi la cifra è scesa a 150 (circa l'82% in meno)».
PROBLEMA MEDICO - L'ex ministro cita i commenti degli autori della ricerca, il sociologo Carlos Nordt e lo psichiatra Rudolf Stohler, secondo cui «questi dati dimostrano che la politica liberale sulla droga della Svizzera non ha provocato la tanta temuta banalizzazione del consumo di eroina, cioè il rischio di usarla di più perchè era più facile procurarsela. Al contrario, la dipendenza da eroina è diventata sempre più un problema medico e ha perso la sua immagine di atto di ribellione».
RISULTATI POSITIVI - «I risultati di questa ricerca non mi meravigliano - conclude Veronesi- giá dopo un anno dalla legalizzazione dell'eroina per i tossicodipendenti gravi, all'inizio degli Anni 90, il governo elvetico aveva ottenuto una riduzione del 20% delle morti per overdose».
Che ne pensate?
Io credo che il proibizionismo non abbia mai risolto nulla. Anzi, abbia creato il piacere del "peccato" (vedi noi di cultura cattolica nei confronti del sesso, vedi gli USA ai tempi del bando agli alcolici etc. etc.).
Come disse una volta un tassista napoletano, che attraversava tutti gli incroci con il semaforo rosso, ad un terrorizzato turista del nord: "se uno le regole non le viola, che gusto c'è?".
Un saluto a tutti.
Claudio

Dal Corriere della Sera del 9.6.2006.
“La barzelletta più bella di tutti i tempi.
Ecco la storiella più votata dai lettori sul sito «Laughlab»:
Due cacciatori si trovano in un bosco del New Jersey. Improvvisamente uno dei due crolla a terra. Sembra che non respiri più e i suoi occhi sono assenti. L'amico chiama immediatamente i soccorsi al telefono. Urla: «Il mio amico è morto! È morto! Cosa posso fare?». «Cerchi di calmarsi, la prego - gli risponde l'operatore - Innanzitutto si assicuri che sia realmente morto». Un attimo di silenzio, poi si sente un colpo di fucile. «Ok. E adesso?»
E questa è la barzelletta che si è piazzata seconda:
Sherlock Holmes e il dottor Watson si trovano in un campeggio per una vacanza. Dopo una ricca cena e un'ottima bottiglia di vino, si ritirano in tenda e si addormentano profondamente. A un certo punto della notte Holmes si sveglia e scuote l'amico.
«Watson, Watson, guardate in alto nel cielo e ditemi cosa vedete!».
«Vedo milioni e milioni di stelle, Holmes».
«E cosa ne deducete?» chiede Holmes.
Watson riflette a lungo e poi replica: «Beh, da un punto di vista astronomico, questo mi fa pensare che ci sono nel cielo milioni di galassie e quindi, potenzialmente, miliardi di pianeti. Da un punto di vista astrologico, mi fa osservare che Saturno è in Leone. Da un punto di vista orario, guardando la Luna, ne deduco che sono circa le 3:15. Da un punto di vista meteorologico, mi aspetto che domani avremo una bellissima giornata. Da un punto di vista teologico, mi fa capire che Dio è Potenza Infinita e che noi siamo solo una piccolissima e insignificante parte dell'Universo. Ma perchè me lo chiedete? Cosa suggerisce a voi tutto questo?»
Holmes rimane un attimo in silenzio e poi esclama: «Watson,siete un idiota! Qualcuno ci ha rubato la tenda!» “
E per restare a casa nostra:

Un tizio telefona alla segreteria di Palazzo Chigi:
"Vorrei parlare con il presidente del consiglio "BERLUSCONI".
Il segretario molto gentilmente gli risponde:
“Guardi che Berlusconi non è più il presidente del consiglio, se ci vuole parlare deve chiamarlo direttamente ad Arcore, a casa sua”.
Secondo giorno lo stesso tizio richiama e chiede ancora di parlare con il presidente del consiglio "BERLUSCONI", al che il segretario lo riconosce e gli dice di nuovo che non può farlo perchè Berlusconi non è più Presidente del Consiglio.
Terzo e quarto giorno stessa storia, finchè all'ennesima richiesta di parlare con Berlusconi il segretario si infuria e gli grida:
"Basta! L'ha capito o no che Berlusconi non è più il presidente del consiglio?"
E il tizio:
"Sì..... MA MI PIACE TANTO SENTIRMELO DIRE!!!"
Buona fine settimana a tutti.
Claudio

“Mi riferisco alla lettera del Sig. xxyy «insopportabile vita normale».
Non posso proprio fare a meno di esprimere la mia protesta che, purtroppo, può essere solo «sussurrata» dal filo di inchiostro della mia penna.
Vorrei urlarla, invece, la mia protesta. Ho 32 anni, un bellissimo figlio di 15 mesi, un marito meraviglioso ed un altro figlio in arrivo per marzo.
E quasi ogni mattina, aprendo gli occhi, ripasso dentro di me il dono enorme che mi è stato fatto: una casa (dimentichiamo forse quanta gente qui e nel mondo vive per strada), un lavoro (questo punto ormai si commenta da sé), un figlio a tutt’oggi sano e normale (come vede Sig. xxyy non do per scontato nulla) e, spero,
altrettanto per il secondo in arrivo.
Ringrazio Dio (o chi per lui ) che mi ha donato un fisico sano, due occhi un po’ miopi che mi consentono però di vedere la gente, i colori, il telegiornale, di leggere le fiabe a mio figlio. Due braccia forti che mi permettono sì, di portare le buste della spesa (è normale fare la spesa!), ma anche di andare in canoa, di abbracciare mio marito, di guidare, di applaudire chi mi piace. Due gambe non magrissime né esenti dalla tanto temuta cellulite, ma senz’altro solide e robuste, che mi hanno portato a spasso nei miei numerosi viaggi, nelle mie affannose gite in bicicletta, nelle mie corse, nelle mie nuotate. Un cervello funzionante che mi ha consentito di studiare, leggere, informarmi e confrontarmi con gli altri.
Quanta gente, peggio ancora, quanti bambini possono solo sognare tutto questo?
Lo dimentichiamo tutti troppo spesso, sicuramente io per prima. Ma basta farsi un giro per strada, in un qualunque ospedale, in qualche orfanotrofio o magari semplicemente nel proprio condominio.
La normalità non è un punto di arrivo in cui sotterrare le proprie velleità, è «solo» il punto di partenza da cui muoversi per assaporare tutte le infinite possibilità che la vita ci offre. Per questo io la considero un dono veramente «speciale».
Non sono una bacchettona, né tantomeno una gallina in batteria che attende solo di poter fare il suo uovo quotidiano per ingrassare il fattore.
Sono una giovane donna, sana. E non mi pare poco.
Se proprio non è convinto, caro Signor xxyy, Le propongo un esperimento: provi a pensare a quanto rimpiangerebbe la sua «noiosa» normalità di oggi se domani mattina si svegliasse con un «semplice» ma insopportabile mal di denti...
Come vede, tutto è veramente relativo. “
Ecco una lettera, scritta da una lettrice ad un giornale, che conservo da circa 10 anni. La tiro fuori per rileggerla, anche se ormai la so a memoria, nei momenti di tristezza, di sconforto, di ribellione al tran tran quotidiano. Mi piace farvela conoscere, con l’augurio che possa servire anche a voi.
Un saluto a tutti.
Claudio

E’ in uscita il libro “Il broglio”, ed. Aliberti, autore multiplo con il nome collettivo: Agente italiano.
E’ un giallo politico nel quale viene descritta la vicenda elettorale che abbiamo appena vissuto.
C’è un capo del governo, magnate delle tv ed altro, che denuncia per settimane di temere dei brogli elettorali ai suoi danni, nonostante che controlli tutto.
Ci sono un mucchio di sondaggi, anche stranieri e fatti dagli organismi più disparati, che sbagliano tutti, cosa mai successa prima. Tutti fanno il medesimo errore, un errore di 5 punti che riguarda però solo il partito del capo del governo, mentre azzeccano tutti i risultati della destra. E’ un mistero.
C’è anche il mistero delle schede bianche. Negli ultimi 15 anni elettorali sono state tra il 7 e l’8 per cento, questa volta sono scese al 3 per cento. Tre milioni di schede diventano solo 1 milione. La differenza di 2 milioni di schede è pari, guarda caso, a 5 punti percentuali, esattamente come l’errore dei sondaggi.
Mentre la vittoria annunciata, anche dagli exit poll, comincia a sfaldarsi per effetto dell’improvvisa ripresa di un solo partito della destra, il ministro dell’interno si reca a casa del capo del governo durante lo spoglio elettorale, cosa mai successa prima.
Mentre il voto sta cambiando, viene arrestato il più longevo dei latitanti e l’inversione dei voti si ferma un momento prima del sorpasso.
Perché? La tesi del libro è che il ministro degli interni ed altri due ex democristiani abbiano fermato il broglio. Come? Grazie a delle prove nelle loro mani che potrebbero distruggerlo.
Chi avrebbe mai pensato che avremmo rimpianto i democristiani.
Fantapolitica? Può darsi, ma la nostra storia più o meno recente ci ha fatto vedere l’impensabile (ad esempio le stragi di stato e la strategia della tensione).
Però è strano che gli stessi pensieri sui brogli, da parte dello sconfitto, siano venuti anche a me e li abbia scritti nel mio intervento del 20 aprile <E nun ce vonno sta’> : http://spaces.msn.com/baloo078/blog/cns!1C4D0CEB5B633F26!791.entry.
Che ne dite?
Un saluto a tutti
Claudio

Dal Corriere della Sera di oggi:
“I poveri sono 7,6 milioni: 1,5 milioni non arrivano a 800 euro al mese. Il 20% delle famiglie più agiate ha il 40% delle ricchezze
ROMA - In Italia la povertà è ben presente e negli ultimi otto anni non è calata. Inoltre la nazione si trova tra i Paesi europei dove esiste il maggiore divario tra ricchi e poveri: in pratica i redditi sono male distribuiti. Lo segnala l'Istat nel Rapporto annuale 2005 sullo stato dell'economia nazionale. Circa 4,2 milioni di lavoratori guadagna meno di 780 euro al mese.
INDIGENTI - L'ufficio di statistica segnala che gli indigenti in Italia sono 7,6 milioni, pari all'11,7% della popolazione, in pratica 2,6 milioni di famiglie. L'emergenza riguarda soprattutto il Sud, dove una famiglia su quattro è povera e dove le persone povere nell'ultimo anno sono aumentate di circa 900 mila unità. La povertà interessa per lo più i nuclei con tre o più figli minori, le famiglie dove il capofamiglia è pensionato o donna, anziana o sola.
REDDITI BASSI - I redditi più bassi riguardano il 28,2% delle donne contro il 12,3% degli uomini; il 36% dei giovani con meno di 25 anni; il 32% di chi ha un basso titolo di studio; il 21% delle persone che lavorano nel settore privato; il 40% dei lavoratori a tempo determinato. Oltre il 50% dei lavoratori a basso reddito opera nell'agricoltura, nella caccia e pesca.
Nel 2003 il reddito medio per famiglia è stato di 24.950 euro, pari a circa 2.080 euro al mese. Ma una famiglia su due ha un reddito mensile netto inferiore a 1.670 euro. Al Sud di solito c'è un solo percettore di reddito, mentre al nord due o più.
DISUGUAGLIANZE - L'indice di concentrazione dei redditi colloca l'Italia, insieme a Portogallo, Spagna, Irlanda e Grecia, tra i Paesi europei a maggiore diseguaglianza tra ricchi e poveri. Il 20% delle famiglie più agiate detengono il 40% delle ricchezze italiane. Inoltre il nostro Paese si colloca tra quelli a minore mobilità sociale. Risulta infatti difficile passare da una classe sociale all'altra. Le donne hanno una probabilità maggiore di quella maschile di permanere nella classe di origine: è il caso delle figlie della classe operaia agricola e della borghesia. L'incidenza sul reddito delle spese per l'abitazione è del 9,2% per le famiglie più ricche e del 30,7% per quelle più povere.
CONSUMI RIDOTTI - Nel 2004 il 25% delle famiglie ha comprato meno pane e pasta mentre oltre il 30% meno carne, frutta e verdura; il 37,2% ha ridotto l'acquisto di pesce; il 41,9% ha speso meno per l'abbigliamento e le scarpe. Il 15% ha optato per alimenti di qualità più bassa. Nel Mezzogiorno il 13,5% delle famiglie (contro una media nazionale del 7%) ha dichiarato di non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni. Al Sud il 21% delle famiglie non riesce a riscaldare adeguatamente la casa. Un terzo delle famiglie dichiara di arrivare con molta difficoltà a fine mese, il 27,5% non riesce a far fronte a una spesa imprevista di mille euro e solo il 26% è riuscita a mettere da parte dei risparmi nell'ultimo anno.”
Anche l’Istat deve essere pieno di comunisti, che vogliono sminuire le meraviglie ed il benessere creato dai 5 anni di potere del mininapoleon.
Si deve trattare senz’altro di “povertà percepita”, ma non reale.
Sarà dura.
Un saluto a tutti.
Claudio
Eccomi di ritorno dopo un periodo di difficoltà con msn/spaces, non riuscivo assolutamente ad entrare.
Tutti lo leggono, tutti lo vanno a vedere, tutti ne parlano.
Non l’ho letto e non lo farò, ho moltissimi altri libri da leggere che mi attirano di più. Non lo andrò a vedere, e comunque non potrei farlo visto che siamo stati sequestrati dalle figlie e non abbiamo nessuno a cui lasciarle. Ne parlo perché ho trovato queste interessanti considerazioni di Umberto Eco sull’Espresso di oggi, e, visto che il mio blog dice “Riflessioni, etc. etc.”, approfitto e vi propongo pensieri che condivido.
“Lo svelamento svelato
di Umberto Eco
Il clima New Age e la fame di mistero che si è sostituita al crollo delle ideologie e delle utopie secolari spiegano il successo del 'Codice' fasullo.
A Milano è stata organizzata nel Castello Sforzesco una mostra dedicata al Codice Trivulziano e ad altri cimeli di Leonardo da Vinci. È stato realizzato naturalmente anche un bel catalogo Electa ma, ciò che mi pare più interessante ancora da un punto di vista della diffusione della cultura, allo stesso argomento è stata dedicata l'esposizione fotografica permanente di via Dante.
Per chi non è di Milano, ricordo che da un po' di tempo lungo questa via ormai pedonale vengono esposti grandi pannelli fotografici, illuminati dal retro, dedicati volta per volta a un determinato argomento di varia enciclopedia (visioni della terra, usi e costumi asiatici e così via) con didascalie e altri riferimenti esplicativi. Le foto sono tutte di grande qualità e l'esposizione così ricca che anche chi, come me, ha occasione di percorrere questa via molto di frequente, ogni volta scopre sempre qualcosa di nuovo. Che ora l'esposizione riguardi l'opera di Leonardo mi pare molto bello, e dovrei sentirmi (come cittadino e utente della strada) molto contento.
Salvo che, evidentemente per attirare l'attenzione del pubblico, l'esposizione si intitola 'Il Codice Svelato'. Non occorre essere molto acuti per capire che, visto che si tratta di un'iniziativa volta a far conoscere meglio il Codice Trivulziano, il titolo sarebbe appropriato; ma non occorre essere necessariamente stupidi per fare immediatamente un'altra connessione e fiutare un'allusione al 'Codice da Vinci' di Dan Brown, libro, film, e annessi e connessi scandali e polemiche.
Io capisco che un fabbricante di mutande a scacchi, se improvvisamente scoppiasse un caso qualsiasi su presunte mutande a scacchi di Brad Pitt, farebbe benissimo a legare il nome della propria marca al caso in questione (per esempio lanciando lo slogan 'per un inguine allo stato Brad'), perché gli affari sono affari. Ma che si debba fare la stessa operazione e usare Dan Brown per 'lanciare' Leonardo (quando almeno Dan Brown aveva fatto con molta modestia l'operazione inversa, e cioè aveva usato Leonardo per lanciare se stesso) mi pare abbastanza sconfortante.
D'altra parte è quello che avviene dappertutto: al Louvre non riescono più a tenere lontani i visitatori che vogliono vedere la Gioconda, e non basta che, come è già stato notato, il cortocircuito sia bizzarro, poiché il libro di Brown parla di un enigma da decifrare guardando il Cenacolo e non Monna Lisa. È ovvio che è più remunerativo andare a vedere la Gioconda che non il Cenacolo, perché poi da Parigi si fa un salto alla Disneyland francese.
Non credo neppure ci sia da chiedersi perché un libro di successo debba spingere la gente a compiere faticosi viaggi di scoperta (mentre per 'Via col vento' nessuno era andato a cercare Tara, e dopotutto pochissimi vanno a vedere quel ramo del lago di Como): tutti ricorderanno che alcuni anni fa si era scoperto che il Mulino Bianco, che appariva su una marca di biscotti, esisteva davvero (ovvero i pubblicitari per poterlo fotografare avevano ridipinto un vecchio mulino di cui non importava più niente a nessuno), e torme di signori in canottiera alla domenica conducevano con la loro utilitaria i figlioli a vedere il Mulino (senza chiedersi se l'oggetto in pietra fosse l'originale dell'immagine dei biscotti o se non fosse l'immagine dei biscotti il vero originale di quella falsa reliquia).
D'altra parte mi dicono che ora la gente alla domenica va sui luoghi dove è stato ammazzato il piccolo Tommaso e dunque che si vada a vedere la Gioconda è ancora niente. La gente è fatta così, altrimenti alle elezioni Berlusconi avrebbe avuto meno voti di quelli che ha avuto.
Tuttavia - visto che anche persone dagli interessi culturali onesti e insospettabili hanno dovuto far ricorso al disvelamento di un Codice fasullo per poter contrabbandare materiale leonardesco autentico e di prima qualità - qualcuno (che ancora ha fiducia nel genere umano) potrebbe continuare ad arrovellarsi per capire perché le folle di tutto il mondo si siano appassionate non tanto a un romanzo (che in sé non è né più bello né più brutto di tanti altri) quanto alla presunta rivelazione mistica (o antimistica) che faceva baluginare.
La risposta riguarda naturalmente il clima New Age dei nostri decenni e la fame di mistero che si è sostituita al crollo delle ideologie e delle grandi utopie secolari. Ma quelli che dovrebbero stupirsi di meno sono proprio i custodi dell'ortodossia. I quali certo hanno ragione a dolersi che la gente prenda sul serio leggende abbastanza puerili che tra l'altro circolavano da decenni a prezzo stracciato in tutti i bugigattoli di scienze occulte, ma non dovrebbero dimenticare che a questo mercato del miracoloso hanno contributo a loro volta, facendo oggetto di turismo i luoghi di tanti improbabili miracoli e apparizioni.
Chi di Codice ferisce...”
Non posso aggiungere nulla a quanto scritto da Eco, se non che, almeno ogni tanto, la pubblicità potrebbe anche spingere per far leggere libri che aiutino a pensare e a cercare di capire la realtà ed il mondo nel quale viviamo. Non è vera la giustificazione che “il pubblico” non lo vuole e quindi non si guadagnerebbe, perché la qualità ha sempre reso. Ma forse il timore è che poi “il pubblico” diventi di gusti troppo esigenti e difficili da soddisfare, che si abitui a riflettere e pensare e cominci a dubitare e a non credere più alle panzane ammannite quotidianamente da tutti i media e dal circo di coloro che “fanno opinione” (spesso banale, brutta e conformista).
Buona giornata a tutti.
Claudio
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